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IN MOTO LA SICUREZZA ALPINESTARS E SIDI A PROVA DI ANGELO CUSTODE

19/02/2019

Quando la sicurezza era affare degli angeli custodi

Una citazione anonima recita: “Non guidare mai più veloce di quanto il tuo angelo custode possa volare”. Beh, a leggere queste parole, nei decenni passati gli angeli avevano un gran da fare: si parla degli anni a metà del '900, quando la priorità erano la comodità del pilota e l'areodinamicità, a scapito, molto spesso, della sicurezza. Nel 1950 Geoffrey Duke si fece cucire addosso la prima tuta intera, ma sulle piste (si fa per dire, spesso si correva in città in mezzo alle case) imperversavano i metodi fai da te più fantasiosi: piccole toppe su aree delicate per contrastare l'abrasione, caschi (più simili a elmetti militari per dire la verità) in cocco, tela e sughero.
 

I primi caschi dagli USA: inizia l'evoluzione
 

I primi miglioramenti arrivano intorno alla fine degli anni '60 e all'inizio dei '70: l'aggiustarsi in modo artigianale prevaleva ancora, se è vero che dagli USA giunsero i primi simil caschi, Jon Ekerol era ancora alle prese con il nastro ad appiccicarsi delle visiere su ginocchia e aree sensibili per tentare di proteggersi.

E' solo dalla metà degli anni '80 che la sicurezza, per fortuna, di pari passo con l'aumento devastante della potenza dei motori, diventa oggetto di prioritaria attenzione. Al giorno d'oggi i più sofisticati congegni sono montati sulle moto per regolarne erogazione del gas, controllo frenata, stabilità ecc.
 

Alpinestars e Sidi, Tecnologia applicata ai tessuti
 

Ma, soprattutto, la sicurezza è indossata dai piloti; Alpinestars è all'avanguardia nel settore, e di anno in anno migliora la propria proposta: una vera e propria lezione di tecnologia applicata. Le giacche Alpinestars della gamma superiore hanno la predisposizione per l'airbag in caso di caduta (si veda, un esempio su tutti, la giacca Alpinestars Andes Pro Drystar), rinforzi in poliuretano contro l'abrasione, protezioni su schiena e petto, inoltre spalle e gomiti imbottiti a tutela delle articolazioni, politessuti innovativi pronti a sfidare l'asfalto. I pantaloni seguono la stessa tecnologia, applicata però sul tronco inferiore del corpo, mentre per i piedi entra in gioco un nuovo capitolo della sicurezza: Alpinestars la fa ancora da padrone, insieme all'italiana Sidi, per piedi a prova di bomba!

Se Sidi propone, tra gli altri, i sistemi di tallone shock absorbing e rinforzi anti-torsione, la casa americana risponde con battistrada studiati per consentire all'acqua di defluire verso l'esterno e placche ad altezza stinchi.

 

Il tutto, manco a dirlo, accompagnato dall'attenzione per il comfort: maniche precurvate per non stancare il pilota, sistemi di ventilazione interna, fodere termiche staccabili e chi più ne ha più ne metta.

 

Insomma, per gli angeli custodi i tempi duri sono terminati...